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NEWSLETTER

L’attitudine all’ospitalità, così intimamente legata alla vita stessa di uno spazio sociale come il Leoncavallo, costituisce la cartina di tornasole, delle profonde trasformazioni che attraversano il tessuto sociale e dei bisogni a questo sottesi, ma è soprattutto misura dello stato di salute di una società nel suo complesso.

Spinta dal mutare degli scenari circostanti, l’attività di accoglienza e ospitalità del Leoncavallo ha progressivamente modificato la propria fisionomia, al fine di fronteggiare l’affacciarsi di nuove figure sociali e di nuovi bisogni emergenti. Dalla “solidarietà breve” degli anni settanta, di portata estemporanea (o più stabilmente portata alla comunità eritrea, accolta in via Leoncavallo 22 negli anni ottanta) alla “solidarietà lunga” portata al popolo migrante dei giorni nostri, molta strada è stata fatta. Intercettare nuove figure sociali ha spinto il gruppo di lavoro a trovare nuovi partner e ad ampliare il ventaglio dei servizi, diversificandoli e personalizzandoli più possibile.

La sfida è quella di rispondere adeguatamente alle esigenze di giovani e adulti in difficoltà, spesso migranti di prima o di seconda generazione, ma anche di ex detenuti, di profughi, di minorenni a rischio di marginalità, di donne richiedenti aiuto intenzionate a uscire dal racket della prostituzione, di nomadi e rom in cerca di asilo.

La struttura, attivata informalmente allo scopo di rispondere all’emergenza umanitaria posta il 23 dicembre 1998 da un centinaio di persone di origine ucraina (sgomberate dalle baraccopoli sotto la ferrovia di Greco) nel 2006 è stata completamente rinnovata, per mettere a disposizione della città uno spazio attrezzato in grado di ospitare 15 persone per volta.

Il servizio è principalmente rivolto a giovani e adulti in situazione di difficoltà o a rischio di marginalità sociale, che necessitano di uno spazio dove rielaborare un progetto di vita e una futura autonomia personale (inserimento o reinserimento nel circuito della formazione o del lavoro, ricerca di alloggio, emersione dalla clandestinità). Accanto a questo tratto prevalente tuttavia possiamo menzionare la significativa frequenza di una popolazione giovanile con un profilo completamente diverso: studenti europei (tedeschi, francesi, spagnoli) in viaggio studio o in cerca di temporanei sbocchi occupazionali in una metropoli che si presenta polo attrattivo d’eccellenza (sia sul piano culturale che produttivo) su scala nazionale e internazionale.

ATTIVITÀ

L’attività si contraddistingue per l’offerta di un servizio ospitalità temporanea dove sono possibili permanenze di breve durata, integrato dal sostegno nel soddisfacimento di esigenze primarie (alimentazione, abbigliamento e visite sanitarie) in connessione con le attività già presenti nel centro sociale (cucina e corsi di alfabetizzazione).

Gli ospiti sono prevalentemente adulti, ma non mancano anche persone anziane e giovanissimi, che vengono generalmente ri-orientati verso strutture adeguate presenti sul territorio che rispondano maggiormente ai loro bisogni specifici. Esulando dunque l’attività di supporto logistico alla programmazione culturale del Leoncavallo (area dedicata all’ospitalità dei gruppi di artisti che vi si esibiscono) la struttura è dedicata prevalentemente all’accoglienza di una popolazione migrante di origine straniera (oltre il 90% del totale), diversificata per estrazione ed esperienze pregresse, per bisogni, interessi, attitudini, problematiche.

Nella struttura sono transitate persone, per un periodo variabile dai tre giorni ai sei mesi, prevalentemente cittadini privi di fissa dimora di origine straniera o italiana, portatori di bisogni tra loro molto differenziati. Nell’inverno 2007-2008 abbiamo accolto due nuclei familiari di origine rom, segnalati dalla Casa della Carità, per i quali è stato realizzato un progetto specifico di sostegno all’integrazione. I due nuclei famigliari provengono dalla città di Tìntàreni, nel sud-overst della Romania, che vede una prevalenza del gruppo rom dei Càràmidari (in italiano traducibile come “mattonieri”).

 

 Il supporto all’acquisizione di un’autonomia funzionale sul versante economico si è avvalso della consulenza della Camera del lavoro di Milano. L’attività di supporto e accompagnamento all’inserimento sociale è stata rivolta anche ai minorenni presenti (4 minori su 11 ospiti), consentendo l’effettiva integrazione scolastica di tutti i bambini con risultati giudicati soddisfacenti da parte degli insegnati della scuola frequentata (Istituto Omnicomprensivo di Via Ravenna in Milano, con i quali è stata attivata una collaborazione), sia sotto il profilo della frequenza che del profitto. L’attività di mediazione culturale, ha raggiunto l’importante risultato di inserire alcuni ospiti in stato di minore età nel progetto di Scuola-natura organizzato dagli insegnanti della Scuola di Via Ravenna.

Questa esperienza ha costituito una preziosa occasione di socializzazione secondaria per i bambini rom, invitati a socializzare con coetanei di diversa estrazione sociale e culturale; la gita scolastica di una settimana si è rivelata arricchente sia sul piano espressivo-relazionale sia affettivo, che cognitivo, realizzando uno stimolo straordinario all’apprendimento, all’autostima e alla motivazione allo studio dei bambini che vi hanno partecipato.

Dopo aver seguito un percorso così lungo alle famiglie Rom all’interno dello Spazio, abbiamo deciso di fare un passo avanti.

 Con un gesto, che vuole essere un segnale per tutti, amministratori e enti assistenziali compresi. Farsi carico dell’intestazione del contratto di affitto di un appartamento per una famiglia Rom, con bambini. A maggio 2011 questo obiettivo importante è stato raggiunto con la consegna delle chiavi, sperando possa essere l’inizio di una reale integrazione, attraverso l’acquisizione della residenza e la possibilità così di vedersi riconosciuti diritti fondamentali fino ad ora preclusi.

Come di consueto nei mesi invernali del 2010-2011 è stato attivato il progetto ‘’emergenza freddo’’ che ha accolto 50 persone.

LA STRUTTURA

Lo spazio è composto da più stanze attrezzate comunicanti tra loro. La sala comune ospita la cucina ed è attrezzato per il tempo libero e la socialità degli ospiti. Tre bagni forniti di docce completano la struttura.

L’allestimento della struttura, al primo piano dello stabile, ha richiesto un consistente impegno economico, organizzativo e di lavoro volontario.

Gli ospiti possono fruire di strumenti utili allo sviluppo di un’autonomia funzionale, quali:

fornitura generi di prima necessità (pasto e abbigliamento);

consulenza orientativa e accompagnamento ai servizi presenti sul territorio;

consulenza e accompagnamento per l’esercizio del diritto alla salute tramite il Servizio Sanitario Nazionale e l’Associazione Naga har;

consulenza e accompagnamento nella ricerca di alloggio e inserimento lavorativo;

corsi di alfabetizzazione (in collaborazione con la Scuola di Italiano per Migranti);

corso di alfabetizzazione informatica;

mediazione linguistica (interpretariato);

mediazione culturale (organizzazione di cene etniche, feste interculturali, incontri delle comunità, festa del Ramadan, Capodanno Newroz, Pasqua ortodossa).