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Storia

CENNI STORICI

Il Leoncavallo nasce il 18 ottobre 1975 dall’occupazione di un’ex fabbrica di prodotti chimico farmaceutici dismessa da anni nell’omonima via di Milano. Successivamente allo sradicamento dalla sede originaria nel 1994, avvenuto mediante un “trasloco forzato” nella sede assegnata dall’allora ministro degli Interni Mancino, il centro sociale ha scelto di intitolarsi a Fausto e Jaio, due suoi giovani frequentatori assassinati dai fascisti il 18 marzo 1978.

Il 9 settembre 1994, dopo più di un mese di nomadismo per le strade della città seguito allo sgombero della sede provvisoriamente assegnata, gli attivisti occupano l’attuale sede di via Watteau 7,  intavolando una trattativa con la proprietà che avrà come esiti un progetto condiviso di cambiamento di destinazione d’uso dell’area, nel 1995.

Il progetto tuttavia si scontrerà, arenandosi definitivamente nel 1997, con la mancata disponibilità da parte dell’amministrazione comunale a fornire le garanzie e il supporto necessari al buon esito auspicato.

Nel 2001, aperta una nuova fase cruciale della sua storia, il centro sociale autogestito ha scelto di adottare, con autoironia e un ribaltamentodi significato, l’acronimo SPA nell’accezione di Spazio Pubblico Autogestito.

L’impegno nel processo vertenziale, mai abbandonato in tutti questi anni, per il riconoscimento giuridico dei valori morali e sociali del Leoncavallo è stato rafforzato dalla costituizione nel 2004 della Fondazione "La città che vogliamo"; il 16 dicembre 2004 la Provincia di Milano ha conferito il Premio Isimbardi all’Associazione Mamme Antifasciste del Leoncavallo “per il suo grande impegno per i diritti dei più deboli, dalla popolazione carceraria agli immigrati, in favore dei quali si organizza l’ospitalità nel centro sociale nei periodi dell’emergenza freddo, che aiuta per la regolarizzazione e istituisce corsi di italiano per favorirne l’integrazione”.

Negli ultimi anni si sono succedute numerose, e sempre più a scadenza ravvicinata, le ordinanze di sfratto esecutivo.
Auspicando la pacifica soluzione dell’annosa vertenza aperta con le Istituzioni, gli attivisti e i simpatizzanti del Leoncavallo, ancora una volta, si trovano ad aspettare l’ufficiale giudiziario con un presidio di garanzia.

In questi anni il Leoncavallo ha prodotto accoglienza, socialità e culture alternative rivolte ai giovani e ai meno giovani, milanesi e non.

Si presenta ai cittadini, ai frequentatori, agli amici e ai compagni con questa parola d’ordine:

QUI SONO E QUI RESTO

Per affermare che gli spazi del Leoncavallo e dei centri sociali sono patrimonio di tutti.

 

L'ASSEMBLEA DEL LUNEDI

Il “comitato di occupazione”, formatosi il 18 ottobre 1975, ha svolto per molti anni un importante ruolo di indirizzo per soggetti individuali e collettivi non omogenei quanto a collocazione politica, provenienza geografica, cultura e persino identità religiosa. Nel tempo si è evoluto in una assemblea pubblica e ha recepito il progressivo costituirsi di associazioni legalmente costituite, gradualmente affiancatesi ai gruppi di interesse e alle altre forme di azione associata.

Oggi è una straordinaria e singolare entità di governo informale delle attività interne ed esterne, un luogo di “sintesi”, permeabile alle veloci trasformazioni in corso e attende da tempo che la formalizzazione di una infinita vertenza ne consenta una ulteriore, eccezionale, fase di sperimentazione e innovazione.
È il luogo in cui ogni settimana associazioni formali e informali, collettivi, gruppi di interesse, singole persone e frequentatori più o meno abituali si ritrovano per proporre, discutere e deliberare su problemi gestionali e politici del centro, una eccezionale fabbrica di idee e di alternative non solo per il territorio e la città.

 

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