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"La sicurezza non è né di destra né di sinistra". Questo è il tormentone che ci perseguita negli ultimi anni. Non si può dire nulla di più falso. Soprattutto perché, così come è stato ultimamente interpretato, il termine sicurezza ha rappresentato al tempo stesso le peggiori pulsioni della destra più repressiva, l'anima più manettara e superficiale della società, la parte più confusa della sinistra alla rincorsa del populismo e delle tendenze più conservatrici della società. 
La sintesi del peggio, però, è arrivata con la recente legge Minniti. Una vera e propria dichiarazione di guerra alle fasce più deboli della società, ai precari e ai lavoratori che rivendicano diritti, a chi occupa case perché è senza alloggio o cerca spazi per bisogno di socialità e ai migranti distinti in migranti di serie A e migranti di serie B come se chi fuggisse dalla morte per guerra fosse diverso da chi rischia di morire per fame. All'impianto generale di questa legge, volto principalmente all'ordine pubblico e alla disciplina, si aggiunge ora anche il concetto di "decoro urbano" dando maggiori poteri agli amministratori locali. Una legge fatta per il decoro, ma che non possiamo che considerare indecorosa!
Sono di questi giorni le notizie dello sgombero violento a Bologna del Làbas che segue di poco il Lume a Milano mentre si sente ancora l'eco sinistro delle retate contro i migranti alla stazione centrale. 
È per opporci a tutto ciò che aderiamo alla manifestazione di Bologna del prossimo 9 settembre. Seguirà un grande autunno di lotta
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Ecco, un po’ ci aspettavamo che che sarebbe finita così, anche se chi non frequenta con assiduità le lotte antiproibizioniste si sarebbe aspettato una legalizzazione imminente.

Da Cantone al Siulp, da Roberti a Woodcock, ognuno con personali sfumature, si erano espressi favorevolmente alla legalizzazione della marijuana e dei suoi derivati. Eppure oggi tutti scrivono che è passato il testo del PD “perché il tema è ancora troppo divisivo”!

Il testo del Partito Democratico (che non comprende nemmeno la coltivazione per uso personale ai pazienti) si sovrappone a quello già esistente per l’uso terapeutico tanto che il ministero della Salute avrebbe già potuto esercitare, senza alcun nuovo intervento normativo, un allargamento della varietà coltivabili in base ai loro molteplici principi attivi con una migliore fruizione e reperibilità della cannabis terapeutica.

Insomma sembra proprio che sia inutile guardare agli esempi oltre oceano, dove in un anno siamo passati da cinque a otto Stati americani, dove oltre che legalizzarla hanno rimpinguato le casse pubbliche. Il Canada si appresta a regolamentarla come ha fatto l’Uruguay e la Jamaica così come in Sud Africa, Zambia, Colombia la coltivazione personale non è reato. Anche in Europa molte sono le varianti tra depenalizzazione e/o legalizzazione.

Nessuno di questi casi è stato d'esempio per la Miotto e il suo partito. Ma cosa aspettarsi in un Paese che grazie alla legge Minniti utilizza il DASPO per due ragazze che chiacchierano per strada e vengono tacciate di adescamento? Un Paese in cui non si vuole regolamentare il fine vita o approvare la proposta dello Ius Soli ma si prendono voti alle primarie facendo partecipare gli stranieri con permesso di soggiorno senza farli votare quando sarebbe veramente importante? Ecco, con la legge Miotto si è verificato ciò che già era successo con quella sul Reato tortura e quella sulle Unioni civili: manca sempre qualcosa e quando si arriva al dunque si vanificano gli sforzi di chi si impegna in battaglie di civiltà.

Il passo successivo sarà a settembre con la scadenza per la presentazione degli emendamenti. Per quanto ci riguarda, noi qui siamo e qui restiamo: il nostro obiettivo è quello di uscire da un'arretratezza in materia di diritti civili difficilmente riscontrabile in altri Paesi occidentali. La lotta riprenderà già all'inizio del mese di ottobre con la tradizionale festa del raccolto, con i dibattiti, i concerti e la quotidiana azione informativa.

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" Il Comitato ristretto ha adottato e le Commissioni riunite approvato il testo da cui partirà la discussione in vista dell'Aula presentato dalla relatrice della XII commissione, col voto favorevole di Pd, Lega, Ncd e Forza Italia. A favore del testo alternativo presentato dal relatore della II Commissione hanno votato Sinistra Italiana, M5s e Misto.
Si tratta di un articolato circoscritto all'uso medico, limitato e molto tenue. Molto lontano dalla discussione pubblica di questi anni e dalle esperienze concrete ormai diffuse nel mondo. Duole che a questo provvisorio risultato si giunga dopo quattro anni di estenuante melina parlamentare. Il Partito Democratico ha scelto la via di una soluzione della propria discussione interna che però avrà pochissimi effetti persino sui cittadini cui nello specifico si rivolge e al loro diritto alla salute, oggi largamente disatteso. Un testo distante anni luce dalla sensibilità maturata nel Paese che poteva essere già conseguito da tempo per atti ministeriali. Lavoreremo perché cambi, cercando di superare un impianto totalmente arretrato per la società e le evidenze scientifiche. Il termine per gli emendamenti è fissato l'11 settembre." Daniele Farina

#cannabislegale #Cannabis

 

Oggi 10 luglio 2017 è venuto in via Watteau l'ufficiale giudiziario e ha prorogato lo sfratto alle Mamme Antifasciste del Leoncavallo al 25 settembre 2017

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