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NEWSLETTER

News

 

Il Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito aderisce alla manifestazione

20 maggio senza muri

PERCHÉ NESSUNA PERSONA È ILLEGALE

 

Il Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito aderisce e invita tutti a partecipare alla manifestazione del "20 maggio senza muri".

Da sempre siamo impegnati nell'accoglienza di migranti e profughi, nella convinzione che nessuno deve essere considerato illegale. È per questo che siamo stati in prima fila contro la costruzione dei CPT, in particolare per la chiusura del centro di via Corelli.

Abbiamo sempre cercato di fare ciò non solamente alla luce degli eventi di visibilità di piazza, ma soprattutto nella pratica quotidiana, con l'offerta di posti letto nei periodi più freddi, di pasti caldi tutto l'anno, di connessioni gratuite in rete, con lezioni di lingua, con lo scambio di saperi e le relazioni personali. Tutto ciò senza chiedere il permesso di soggiorno a nessuno.
Fin dall'inizio abbiamo contrastato la Bossi Fini e ora siamo di fronte all'ennesimo scempio della democrazia e dei diritti individuali con la famigerata legge Minniti Orlando: l'istituzionalizzazione di persone di serie A e persone di serie B, semplicemente in funzione della loro provenienza. Sulla pericolosa deriva autoritaria, che l'approvazione di questa legge rappresenta, stiamo organizzando una giornata di discussione ai primi di luglio con la partecipazione di tutte le soggettività e i settori di società interessati dalla lesione delle proprie libertà.

Vediamo, infatti, che non si attua alcuna iniziativa di contrasto all'emarginazione e alla povertà, ma di una vera e propria dichiarazione di guerra ai poveri, agli emarginati e alle fasce più deboli della società e a chi fugge dalle guerre o dalla fame, per noi non c'è molta differenza. È sotto gli occhi di tutti l'attacco senza precedenti cui sono sottoposti i volontari delle ONG, la propaganda delle destre volta a deteriorare la percezione di sicurezza dei cittadini sempre per meri fini elettorali e sulla pelle di chi non ha la possibilità di difendere i propri diritti.

 

Ci troviamo tutti

sabato 20 maggio . ore 14.30

Corso Venezia - Milano

 

 

Oggi 15 maggio 2017 è venuto in via Watteau l'ufficiale giudiziario e ha prorogato lo sfratto alle Mamme Antifasciste del Leoncavallo al 12 giugno 2017

Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito

 

E' una guerra contro i poveri e la chiamano guerra alla povertà. 
Si accusano i più deboli di attentare alla sicurezza delle città, si intaccano i diritti, acquisiti con secoli di lotte, dicendo che non ci sono più soldi. Si accusano i lavoratori di essere vissuti al di sopra delle proprie possibilità e si colpisce ciò che spetta loro di diritto. 
Si costringono i giovani a lavorare a cottimo e il contratto, che dovrebbe essere la normalità, lo si fa diventare l'obiettivo principale di anni di lavoro. 
Chi è ricco diventa sempre più ricco e chi è povero fatica sempre più ad arrivare a fine mese. La cementificazione del territorio, la militarizzazione delle città, la chiusura sempre più forte di qualsiasi spazio di dissenso, sono sotto gli occhi di tutti. A questo si aggiungono le quotidiane provocazioni del personaggio di turno che a volte dice che chi è andato all'estero a lavorare è meglio che ci rimanga, a volte scambia la festa della liberazione per una carnevalata in cui parlare a vanvera di Europa esponendo, più o meno consapevolmente, cartelli con il nome di noti collaborazionisti. 
Per questo bisogna partecipare anche quest'anno alla May Day. Dal 2000 decine di migliaia di precari, il primo maggio, manifestano a Milano e in altre città d'Italia e d'Europa contro la loro situazione di vita e di lavoro. Dopo più di 15 anni nulla è migliorato, molto è peggiorato. 

Partecipiamo tutti alla May Day.

Raduniamoci il primo maggio 2017

alle ore 15 in P.zza XXIV Maggio Porta Ticinese

 

Pontida, il pratone dello storico raduno antimeridionale e razzista, il 
"sacro suolo" su cui per anni si è celebrato quel grottesco rito di 
celebrazione di una strana e indefinita razza settentrionale... è lì che 
stiamo andando con musica, allegria e tanta cultura terrona per liberare 
la cittadina padana dallo stigma razzista che da quasi trent'anni le 
pesa sulla testa!

Tutti e tutte a Pontida per chiarire un concetto semplice: le idee di 
odio razziale non hanno alcuna casa, non possono avere roccaforti, 
luoghi simbolici mentre le idee di inclusione, solidarietà tra popoli, 
emancipazione hanno casa ovunque!

E' per questo è a Pontida che gli antirazzisti e le antirazziste di 
tutta Italia il 22 Aprile si riuniranno per celebrare una bellissima e 
festosa giornata di orgoglio migrante e terrone!

La sfida è probabilmente storica nel momento di massima recrudescenza 
dei fenomeni di intolleranza e di così significativa crescita delle 
destre xenofobe in tutta Europa.

Siamo convinti che il fenomeno leghista, sia la pantomima social del 
leader Salvini, che le reali pulsioni di odio e istigazione alla 
violenza che caratterizzano ancora il discorso pubblico dei militanti di 
base del partito, vadano smascherate una volta e per sempre e dove farlo 
se non nel luogo che per anni ha ospitato e accolto insulti e offese nei 
confronti di quei "terroni parassiti" che sfruttavano le risorse del 
"nord produttivo".

Per questo vogliamo andare a Pontida!

Innanzitutto per sfidare le narrazioni di chi prova a contrapporre Nord 
contro Sud, Italiani contro Migranti, Uomini contro Donne, Eterosessuali 
contro Omosessuali.

Vogliamo andare a Pontida contro tutti quelli che fomentano, nel nostro 
paese, la guerra tra poveri, provando a convincere la parte più debole 
della popolazione che il loro nemico non è in alto, non è nei pochissimi 
che detengono enormi capitali finanziari, che sfruttano i nostri 
territori, che si godono la propria ricchezza al sicuro nei Paradisi 
Fiscali, ma invece in chi è ancora più in basso, in chi è ancora più 
debole.

Vogliamo andare a Pontida perché la libertà di espressione non è un 
gioco fatto per i social network: essa è invece la libertà di contestare 
il potere, la libertà di opporsi allo sfruttamento, la libertà di dire 
che il mondo di povertà e morte che stanno costruendo non è l'unico 
mondo possibile.

Lanciamo questo appello alle donne e agli uomini che non ci stanno a 
farsi etichettare come "italiani, dunque razza superiore". A tutti 
quelli che tutti i giorni si battono per costruire un mondo più giusto. 
Alle scuole di italiano per migranti, alle associazioni di base, agli 
operatori culturali, ai collettivi studenteschi, ai centri sociali, ai 
fuorisede, alla generazione precaria costretta a lasciare la propria 
terra, a chi difende i diritti dei lavoratori e non crede che questa 
difesa passi per la distruzione di diritti di altri, ancora più precari, 
ancora più affamati, agli artisti.

Alle persone che non pensano che il mondo appartenga ai Salvini, ai 
Trump, ai Minniti di turno, ma invece a chiunque voglia attraversarlo, 
viverlo, prendersene cura.

Il 22 aprile deve essere la giornata di festa di quella parte del paese 
fieramente antirazzista, fieramente multietnica, fieramente migrante.

Il loro 
futuro di odio e di barbarie non è già scritto!

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