Gran festival por la paz y por la vida
David Stenio Betancourt Noboa, 26 anni, da tutti conosciuto come Boricua, è stato ucciso la mattina del 7 giugno alle ore 5.15. Lo hanno ucciso altri ragazzi come lui, con una storia simile di migrazione, rabbia e dolore.
Boricua vuol dire portoricano, ma lui veniva dall`Ecuador, da Guayaquil. Era uno dei ragazzi dei Latin King, una delle cosiddette “gang” di giovani latinoamericani impegnate nel difficile cammino per trasformare i gruppi di strada in forme positive di aggregazione giovanile.
Boricua diceva di sé e dei suoi amici, dei suoi fratelli, “siamo diventati bravissimi”. In parte aveva ragione, certamente era stato tra quanti hanno dimostrato più impegno e volontà nel perseguire il cambiamento, nel lasciarsi alle spalle la violenza della strada.
Le cronache dei giornali ci dicono che era immigrato “irregolare”, altre che faceva parte di una “banda”, altre ancora che le “bande” si fanno le guerre, quelle che fanno dire al vice sindaco De Corato che “Milano sta diventando il ring privilegiato di accoltellamenti tra gang straniere, di regolamento di conti a mezzo di coltelli, aggressioni e violenze”.
Ci chiediamo che cosa abbia fatto David Stenio Betancourt Noboa a De Corato, sappiamo invece cosa David ha trasmesso a noi in una recente intervista “Noi abbiamo scelto la via della strada, noi vogliamo che la gente ci conosca così vedono chi siamo [...] non vogliamo più la guerra”.
Il resto ci sembra strumentalità politica, la solita, che declina tutta l`immigrazione e buona parte dei giovani in problema di ordine pubblico. Che copre un vuoto spinto di intervento pubblico e sociale, che sollecita il peggio, razzismo compreso.
Lo spazio pubblico Leoncavallo aderisce e partecipa alla serata “Per la pace e per la vita” di sabato 27 giugno, patrocinata dal Consolato dell`Ecuador, associazioni, organi di informazione e proprio a David Stenio Betancourt Noboa dedicata.
E` un modo di contribuire a fare politiche alternative, migliori delle attuali. E` un piccolo contributo ma, pensiamo, nella direzione giusta, in attesa che anche chi nominalmente governa Milano faccia la sua parte. Cosa che, come è evidente a tutti non succede. Come è evidente che in questa città, da anni, una parte dei giovani ha scelto di fare da sola, di organizzarsi, di gestire e liberare lo spazio pubblico.
Si yo muero no llores por mí. Haz lo que yo hacía y seguiré viviendo en ti
(Se io muoio non piangere per me. Fai quello che facevo io e continuerò a vivere in te)
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