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Bollettino n 19: sfratto rinviato al 10 febbraiomartedì 10 febbraio 2009.Bollettino n 19: sfratto rinviato al 10 febbraio Martedì 10 febbraio 2009 Lo sfratto delle associazioni costituenti lo Spazio pubblico Leoncavallo è stato rinviato al 16 Aprile 2009. La forza pubblica era impegnata altrove, a sgomberare la fabbrica Innse da macchine e persone, alle quali va la nostra, collettiva, solidarietà. Nella vicenda del Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito il buon senso vorrebbe che ci si fermasse a questo diciannovesimo tentativo di sfratto. Le parti private (Proprietà da un lato e Associazioni dall‘altro) hanno infatti da tempo trovato un accordo di massima per la composizione di questa infinita vertenza. Per essere perfezionato l’accordo ha bisogno di un atto di natura urbanistico/amministrativa del Comune di Milano. E invece siamo ai limiti dell’omissione di atti di ufficio. Ma non stupisce perché oggi, in città, la responsabilità istituzionale è sequestrata dal pregiudizio ideologico come dimostra anche il recente sgombero in via Conchetta del centro e dell’Archivio Primo Moroni e l’aggressione sistematica all’associazionismo non pienamente allineato. E potrebbe andare diversamente visto il restringimento dei diritti e delle libertà che si manifesta nel paese? Nello specifico del Leoncavallo, ci chiediamo: cosa impedisce di consegnare alla città 8.000 metriquadrati di funzioni sociali e collettive e di verde pubblico? Non i costi, visto che ai cittadini milanesi non costa nulla. Vive una pregiudiziale politica di un gruppo ultraminoritario (AN) che tiene in ostaggio luoghi e persone. Il Leoncavallo Spa comunque va avanti lungo il progetto di ristrutturazione funzionale e strutturale presentato alla città. Un impegno con i milanesi oltre e nonostante gli amministratori. |
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