Cucina Popolare

 

Nellʼultimo anno la cucina popolare ha caratterizzato fortemente la propria ricerca gastronomica in quanto a sapori e materie prime. Piatti della tradizione mediterranea e influenze etniche apportate dai collaboratori di origine straniera, per un modello che unisce spesa a km zero e ricette dal mondo, piatti elaborati e intramontabili panini con la salamella.

Fiore allʼocchielle della cucina è la relazione con i fornitori dellʼhinterland milanese, spesso giovani imprenditori agricoli, che garantiscono ingredienti di altissima qualità (latte, burro, uova, farina, formaggi, carne di manzo e maiale). Una scelta in linea con le tendenze della ristorazione contemporanea più illumitata, che garantisce il giusto equilibrio dei prezzi grazie ad unʼofferta variegata, e a ricette che sappiano qualificare tagli di carne o prodotti di stagione considerati “poveri”. Il tutto con un occhio allʼequilibio nutrizionale dei menù, e ad una proposta che incontra ogni sera avventori vegetariani e tradizioni alimentari della comunità islamica.

Vino genuino di prima qualità, sfuso o in bottiglia scelti dai vignaioli presenti alla terra trema , e serate a tema in cui la cucina si trasforma in vera osteria, con tanto di servizio al tavolo e bicchieri a calice. Dettagli più curati, un servizio più accogliente, progetti di comunicazione del patrimonio enogastronomico italiano, appuntamenti un poʼ speciali: questi gli obiettivi della prossima stagione, nella convinzione che proprio attorno al cibo e alla tavola si catalizzino nuove energie, idee, ricchezza.

La storia della cucina

La cucina popolare nasce in via Leoncavallo 22 dalla necessità di garantire un pasto a prezzi contenuti a tutti. Lʼiniziativa, proseguita in via Watteau si configura come uno snodo fondamentale per le attività del centro e un punto dʼincontro per persone di diversa estrazione e provenienza.

Grazie allʼapertura quotidiana, la struttura è spesso il primo luogo di approccio del frequentatore dello spazio, quasi un punto informativo/orientativo, fornendo anche concreto supporto a tutti coloro che sono impegnati nelle attività interne da questo realizzate. La vocazione sociale e multiculturale del progetto-cucina, di chi vi lavora continuativamente o salutarimente è da oltre ventʼanni uno dei dati caratterizzanti e di primo impatto con il Centro. Qui si viene per un consiglio, in cerca di aiuto, per un piatto caldo, per conoscere i servizi di assistenza esterni o interni al centro.

La cucina è una delle strutture di finanziamento del Leoncavallo e collabora sistematicamente ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile e sostiene particolarmente alcuni progetti di riqualificazione come per lo spazio dellʼaccoglienza, la scuola di italiano, lo sportello legale, lʼallestimento di locali adibiti a sala riunioni, corsi di informatica, archivio storico, la postazione di pronto soccorso. Negli anni passati ha finanziato la radiosorgente (Radio Onda dʼUrto Milano), il laboratorio serigrafico, coordinato il magazzino e la sistemazione del “Parco delle rose”(nellʼarea interna e adiacente alla sede di via Watteau), coadiuvando la creazione di alcuni orti (in collaborazione con il dipartimento di botanica dellʼUniversità Statale di Milano) e lʼallestimento di una “pet area” dedicata agli abitanti del quartiere .

In cucina collaborano in qualità di aiuto cuoco prevalentemente giovani di origine straniera (decine in questi ultimi dieci anni) che, mediante questa attività, possono acquisire alcune competenze professionali di base utili allʼinserimento nel mondo del lavoro o allʼinserimento nel mondo della formazione (in collaborazione con lʼIstituto regionale Achille Grandi di Milano). Dopo il primo periodo di osservazione e adattamento, la struttura ha attivato un rimborso spese e la regolarizzazione della posizione contributiva dei collaboratori stranieri, al fine di facilitare il percorso di integrazione sociale e lo sviluppo di un progetto di vita autonomo della persona.

LA CUCINA È POPOLARE

PER VARI ASPETTI

Il lavoro con persone di origine straniera, si è rivelato non di meno unʼoccasione un confronto reciproco fra culture, non solo di sostegno motivazionale in un periodo di difficoltà. Lʼamore per la buona tavola e la volontà di condividere il proprio sapere culinario, rendono lʼofferta gastronomica un mix fra tradizione mediterranea, piatti lombardi e sapori e spezie di India, Medioriente, Eritrea, Equador.

-  È un progetto sorto per il benessere della comunità.

Lo sforzo quotidiano in difesa del diritto universale allʼalimentazione (materialmente migliaia di pasti allʼanno erogati “gratis” o al prezzo simbolico di 1 euro), non esclude un ragionamento sulla qualità dei prodotti, intrecciato in questi anni con diverse esperienze individuali e collettive, da Veronelli alle sessioni di Critical Wine, a La terra trema e la filiera dei prodotti di Libera terra, a tutti coloro che, come noi, produttori e consumatori dalle nuove “sensibilità planetarie”, siamo interessati alla tutela e conservazione della biodiversità e della qualità della vita.

-  È un prezioso laboratorio di socializzazione al lavoro perché, grazie alla rotazione degli operatori coinvolti nelle mansioni più semplici, ha consentito a molti giovani di svolgere unʼutile esperienza di orientamento e, in alcuni casi, di vera e propria formazione professionale.

TERRA TREMA 2009

CARTA DEI VINI:

http://www.laterratrema.org/wp-content/uploads/2010/02/la-carta-dei-vini-del-leoncavallo-2010.pdf



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