Salve sono Stefania la mamma di Renato, ucciso a focene, da fascisti.
Abbiamo costituito un comitato di madri e ci piacerebbe interagire con voi, di seguito
un breve comunicato.
un abbraccio
Stefania
il Comitato Madri Per Roma Città Aperta, nasce dalla paura di una madre che ha perso il proprio figlio per un’aggressione da parte di due giovani che si rifacevano proprio ai modi di pensare e di agire del fascismo violento, razzista e intollerante. Nasce dalla paura delle molte aggressioni avvenute nella città di Roma e della debole risposta delle istituzioni.
Le madri del comitato si sono domandate cosa si potesse fare di costruttivo perché non potevano più tollerare altre morti né situazioni che diventavano sempre piu’ violente.
Le donne, e le madri non vogliono figli uccisi, né desiderano lapidi alla memoria, piazze e vie intitolate. Le madri generano, e vogliono rigenerare le vite dei figli, spezzate dalle lame, spezzate sulle strade rincorrendo la precarietà del lavoro,come quella di Antonio, ad un posto di blocco, come quella di Federico, durante una manifestazione, come quella di Carlo. Vogliono rigenerare anche i sogni dei loro figli, spezzati da contratti non rinnovati, da spazi e case negate, dall’impossibilità di amarsi e generare. Le madri argentine hanno rigenerato la memoria dei figli scomparsi, le madri dei paesi violentati dalla guerra continuano a generare figli garantendo la vita ai popoli del mondo.
Per questo il Comitato intende agire in prima persona con una frase d’ordine:
RITORNO ALLA VITA
Come ritornare alla vita?
Impedendo che la nuova destra conduca le nuove generazioni, a cui sono stati tolti i sogni e taciuto o mentito su tante verità, verso l’intolleranza e la violenza razzista e fascista , armando giovani come gli assassini di Renato, di Dax, di Valerio, di Fausto, di Iaio, di Walter, di Ivo.
Decidendo di prendere voce, diventare visibili e denunciare la pericolosità di questa nuova forma di fascismo. Nuova perche’ il fascismo, dopo la guerra, ha trovato “case” diverse che gli hanno offerto e continuano ad offrirgli ospitalità, che lo riaccreditano come “ cultura di destra”, permettendogli di adattarsi ai cambiamenti del nostro Paese.
Chiedendo che Roma continui ad essere città libera e aperta rifiutando che sul proprio territorio possano attivarsi squadracce che si muovono contro i suoi stessi cittadini. Roma città aperta rifiutava nel 1943 la militarizzazione, rinunciando a mezzi difensivi e offensivi. Una condizione del passato che va riproposta oggi.
Costruendo e percorrendo la via della convivenza perché Roma continui ad essere una città aperta e mai più luogo di vili aggressioni mortali, scontri, assalti.
Comitato Madri per Roma Città Aperta